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Gruppo
psicanalitico europeo di ricerca sulle
cause dell'illetteratismo |
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Illetteratismo Topologia e
psicanalisi :
Tanti analfabetismi
anche oggi
La situazione
italiana e le risposte a un problema che non si risolve ancora
di Bruno
Schettini
19 Luglio 2005
http://www.bdp.it
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Vorremmo conoscere alcuni dati quantitativi circa
l’analfabetismo: quanti analfabeti ci sono in Italia e come
sono distribuiti sia geograficamente che socialmente?
Prima di rispondere a questa
domanda, bisognerebbe chiarire in partenza a quale “tipo” di
analfabeta ci si vuole riferire. Molti studiosi, pur
mantenendo il termine, affermano che esso risente del
riferimento a condizioni storiche ormai mutate. Per altri
non si tratterebbe elusivamente di “eliminare” un termine
semanticamente obsoleto, ma di correggere una errata
impostazione del problema: non ci si ritroverebbe di fronte
ad individui che non posseggono codici (di lettura,
scrittura…), ma davanti a individui che sono
incapaci di utilizzarli. Qualcuno ha definito ciò
analfabetismo di ritorno, altri preferiscono il termine
illetteratismo…
Per economia del discorso, stando solo all’uso che se ne fa
nella letteratura specializzata, potremmo riferirci a :
- alfabeti (individui a
rischio alfabetico);
- analfabeti/analfabetismo -
di fatto - (coloro che non posseggono nessun titolo di
studio e non sanno né leggere né scrivere);
- illetterati/illetteratismo
(condizione di un individuo che pur possedendo un minimo
repertorio di lettura e scrittura, non è in grado di
utilizzare il del linguaggio scritto per ricevere o per
formulare messaggi);
- analfabeti di ritorno
(coloro che sono esposti a rischio alfabetico verticale
che comporta il regresso al titolo di studio inferiore
quando esso non sia stato esercitato convenientemente per
cinque anni);
- semianalfabeti (possessori
della sola licenza elementare che nella nostra società
significa non avere la pur minima possibilità di
inclusione sociale, culturale).
- Analfabeti funzionali
(coloro che non sanno utilizzare le abilità di base per
poter esprimere il loro diritto di cittadinanza.
Questo chiarimento di fondo,
che andrebbe approfondito con accuratezza, è essenziale per
decidere anche del tipo di “risposta” che si intende dare.
Una cosa è analizzare l’analfabetismo in Italia (e quindi
chiedersi cos’è l’analfabetismo) altra cosa è analizzare la
distribuzione delle conoscenze attestate dal titolo di
studio, altra cosa ancora è analizzare la funzionalità delle
conoscenze possedute.
Le ricerche
Ials-Sials, per esempio, si interessano di quelli che
potremmo definire analfabeti funzionali (anche se
chiaramente, coloro che si situano al livello più basso –
stabilito in queste ricerche – della funzionalità delle
conoscenze possedute potrebbero essere ai limiti
dell’analfabetismo vero e proprio).
Dai dati diffusi nel 1999 dal
CEDE
risulta che vi sono in Italia circa due milioni di persone
ed hanno un’età compresa tra i 16 e i 65 anni: è
il 5,4 per cento della popolazione fra i 16 e i 65 che
risultano analfabeti funzionali. Un totale di
2.080.000 persone.
Ma enormi ritardi nell'istruzione primaria sono
presenti soprattutto nelle generazioni vissute prima del
1964. Se infatti fra gli italiani di età compresa
tra i 16 e i 45 anni, il tasso di analfabetismo funzionale
rientra nella media europea, per la fascia 46-65 la
situazione è drammatica: sono in tutto - secondo i
dati del CEDE - un milione e quattrocentomila persone.
Il ritardo nell’istruzione primaria, inoltre, sale
vistosamente man mano che si scende da Nord a Sud e che si
sale nelle classi d’età. Per i sedici-venticinquenni il dato
nazionale sull’analfabetismo funzionale parla del 3,8 per
cento del totale, con una distribuzione concentrata in
Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Per la fascia d’età
26-35 anni la percentuale è del 9,1 per cento, con punte
massime in Piemonte, Toscana, Umbria, Campania, Calabria,
Puglia, Sicilia e Sardegna. Le cifre salgono (20,9 per
cento) per gli italiani compresi fra i 36 e i 45 anni
(particolarmente colpite Marche, Toscana, Campania, Abruzzo,
Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna). Ancora peggio per i
46-55enni fra i quali l'analfabetismo funzionale arriva a
toccare il 29,9 per cento della popolazione. Ma problemi
gravi esistono per coloro che hanno fra i 56 e i 65 anni,
che la cui alfabetizzazione di base è carente nel 36,2 per
cento dei casi. Le regioni più interessate: Piemonte,
Lombardia, Trentino, Veneto, Marche, Toscana, Umbria, Lazio,
Campania, Abruzzo, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.
Una ricerca sulla quale
bisognerebbe puntare l’attenzione, sempre per il cosiddetto
analfabetismo funzionale, è: ALL (All: Adult Literacy
and Lifeskills. Letteratismo e abilità per la
vita/popolazione 16-65 anni. Competenza alfabetica
funzionale). Tale ricerca ha analizzato i seguenti ambiti di
competenze: Prose literacy, Document literacy, Numeracy,
Problem solving.
L’avvio dell’indagine ALL ha coinciso con l’ultimo round
dell’indagine IALS-SIALS cui l’Italia aveva preso parte nel
corso degli anni 1997-98.
Tre regioni, Campania, Piemonte e Toscana sono state prese a
campione (la pubblicazione dei rapporti relativi alle
quattro regioni ed alla provincia autonoma sarà disponibile
entro l’autunno del 2005). [Si può intanto vedere l'articolo
correlato
All: Adult Literacy and Lifeskills.]
La ricerca è stata compiuta
prendendo come riferimento cinque livelli:
- LIVELLO 1:
indica persone capaci di localizzare un pezzo di
informazione che è identica o sinonima di quella data
nella consegna, ma in generale hanno difficoltà nel fare
inferenze di livello basso.
- LIVELLO 2:
indica persone che sono capaci di fare inferenze di
livello non elevato identificando uno o più pezzi di
informazione e integrando o “contrastando” parti di
informazione collocata in diverse sezioni di un testo che
contiene solo pochi distrattori.
- LIVELLO 3:
induca persone che sanno fare inferenze di livello medio,
partendo da informazioni, che sono collocate in diverse
parti del testo e in diverse frasi o paragrafi, e
integrando o “contrastando” le informazioni che si trovano
nelle varie sezioni di un testo che contiene un certo
numero di distrattori. Questo livello richiede di
padroneggiare l’informazione contenuta nelle varie
tipologie di testi che nelle società moderne si trovano
nella vita di tutti i giorni.
- LIVELLO 4/5:
indica persone che raggiungono sono in grado di fare
inferenze di livello medio alto basate sulla lettura di un
testo, integrando o “contrastando” pezzi di informazione,
tratti da testi relativamente lunghi che possono contenere
anche molti distrattori.
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